alessandro85
10-10-2009, 10:22
Secondo il modello di previsione a lunghissima scadenza della NASA, probabilmente la seconda parte della stagione invernale, da Gennaio in avanti, sarà fredda e perturbata.
Oramai le previsioni di lungo termine si erano assestate su di un modello stabile di clima caldo e mite, seguendo anche l'andamento di un Nino che pareva essere il più forte dal 1998, e delle temperature oceaniche ai loro massimi livelli termici.
Tuttavia, il Nino, dopo una partenza sparata, sta segnando il passo, tanto che le ultime previsioni lo danno assai più debole di quanto preventivato.
Questi nuovi input oceanici sono stati recepiti dal modello di previsione a lunghissimo termine della NASA, che, dopo aver annunciato un Inverno 2009-10 molto mite, adesso si sta orientando verso una previsione più fredda e perturbata.
Le previsioni sono medie trimestrali, sicché non è molto facile fare dei distinguo.
Tuttavia, nel primo trimestre tra Novembre e Gennaio appare evidente, come figura dominante, la presenza di un blocco anticiclonico sulla Scandinavia, mentre una depressione in quota si presenterebbe sui Balcani, dove la prima parte dell'Inverno sembrerebbe essere molto fredda.
Da qui anche le zone adriatiche e ioniche dell'Italia apparirebbero maggiormente favorite dalle possibili irruzioni fredde dai Balcani.
Ma nella seconda parte dell'Inverno, tra Gennaio e Marzo, le cose cambierebbero: il minimo depressionario in quota si stabilirebbe mediamente proprio sull'Italia, con zone di blocco anticiclonico ad est e ad ovest, sull'Atlantico e sulla Russia.
Le anomalie termiche positive invernali, allora, riguarderebbero solo le zone artiche russe, ed il medio - alto Atlantico, mentre Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Grecia, Balcani e Turchia, vivrebbero un trimestre decisamente più freddo del normale.
Aspettiamo prima di essere certi di una simile previsione.
I modelli stagionali si evolvono esattamente come i tradizionali modelli di previsione a breve termine.
Ed è evidente che una previsione è tanto più probabile quanto più ci si avvicina alla stagione invernale.
Finora i modelli avevano tenuto conto soprattutto dell'Effetto Nino, come influenza mitigante dell'Inverno nel Nord Emisfero.
Adesso si è visto che probabilmente spunterà un Nino debole, ed allora potrebbero prevalere altri parametri di influenza quali la QBO negativa ed il minimo solare.
[fonte MTG]
Oramai le previsioni di lungo termine si erano assestate su di un modello stabile di clima caldo e mite, seguendo anche l'andamento di un Nino che pareva essere il più forte dal 1998, e delle temperature oceaniche ai loro massimi livelli termici.
Tuttavia, il Nino, dopo una partenza sparata, sta segnando il passo, tanto che le ultime previsioni lo danno assai più debole di quanto preventivato.
Questi nuovi input oceanici sono stati recepiti dal modello di previsione a lunghissimo termine della NASA, che, dopo aver annunciato un Inverno 2009-10 molto mite, adesso si sta orientando verso una previsione più fredda e perturbata.
Le previsioni sono medie trimestrali, sicché non è molto facile fare dei distinguo.
Tuttavia, nel primo trimestre tra Novembre e Gennaio appare evidente, come figura dominante, la presenza di un blocco anticiclonico sulla Scandinavia, mentre una depressione in quota si presenterebbe sui Balcani, dove la prima parte dell'Inverno sembrerebbe essere molto fredda.
Da qui anche le zone adriatiche e ioniche dell'Italia apparirebbero maggiormente favorite dalle possibili irruzioni fredde dai Balcani.
Ma nella seconda parte dell'Inverno, tra Gennaio e Marzo, le cose cambierebbero: il minimo depressionario in quota si stabilirebbe mediamente proprio sull'Italia, con zone di blocco anticiclonico ad est e ad ovest, sull'Atlantico e sulla Russia.
Le anomalie termiche positive invernali, allora, riguarderebbero solo le zone artiche russe, ed il medio - alto Atlantico, mentre Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Grecia, Balcani e Turchia, vivrebbero un trimestre decisamente più freddo del normale.
Aspettiamo prima di essere certi di una simile previsione.
I modelli stagionali si evolvono esattamente come i tradizionali modelli di previsione a breve termine.
Ed è evidente che una previsione è tanto più probabile quanto più ci si avvicina alla stagione invernale.
Finora i modelli avevano tenuto conto soprattutto dell'Effetto Nino, come influenza mitigante dell'Inverno nel Nord Emisfero.
Adesso si è visto che probabilmente spunterà un Nino debole, ed allora potrebbero prevalere altri parametri di influenza quali la QBO negativa ed il minimo solare.
[fonte MTG]