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maurino
18-12-2011, 10:29
Come sarà l'inverno 2011-2012

Con il primo dicembre, è iniziata, dal punto di vista climatico, la stagione invernale. Quali caratteristiche avrà? Ebbene, riteniamo che l’inverno 2011-2012 non sarà certo piovoso e nevoso come gli inverni 2008-2009 e 2009-2010. Sarà più simile all’inverno scorso ma con una sfasatura temporale: il freddo e la neve infatti, invece di essere concentrati in novembre-dicembre (come avvenne un anno fa), nell’inverno in corso si presenteranno probabilmente in gennaio e più ancora in febbraio, anche se con pochi episodi. Comunque la stagione risulterà mediamente più fredda e più nevosa degli inverni che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, i quali, il più delle volte, fatta eccezione per gli ultimi 3 anni, erano stati caratterizzati da scarsa piovosità e da scarsa nevosità e, per di più, con temperature più consoni alla primavera che all’inverno.
Questa proiezione è basata sull’analisi delle status quo di quei fattori che più influenzano le vicende invernali: l’attività solare, i venti stratosferici equatoriali, la temperatura della acque superficiali del Nord atlantico e quelle del Pacifico equatoriale.
In particolare la nostra stella, dopo essere stata insolitamente pigra, in termini di attività delle macchie solari, dal 2005 al 2010, si è ora riportata sulla normalità e quindi non influenzerà le vicende di questo inverno né in un senso né nell’altro. Situazione anomala invece nella temperatura Pacifico equatoriale ove ad ottobre è iniziato un sensibile raffreddamento delle acque superficiali (Niña). Ma la Niña - contrariamente al Niño, un anomalo surriscaldamento del Pacifico equatoriale- è in genere ininfluente sulle vicende invernali del tempo sull’Europa. Non sono nemmeno rilevabili anomalie positive di temperatura nelle acque superficiali del Nord Atlantico, una situazione che avrebbe agevolato lo spostamento verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre, con conseguente discese di aria polare verso l’Europa continentale. Situazione anomala invece per i venti sulla verticale della equatore a quote tra 15 e 30 km, i quali, nella loro periodica inversione di rotta a ritmo quasi biennale (fenomeno noto come QBO = Quasi Biennal Oscillation), dopo aver soffiato per 12 mesi da ovest verso ovest, hanno appena iniziato ad orientarsi da est verso ovest. La presenza di venti orientali nella stratosfera equatoriale propizia la fuoriuscita, dalla sua naturale sede, del vortice polare, quell’immenso lago di aria gelida che staziona di solito all’interno del circolo polare. Ma siccome i venti orientali interesseranno quasi tutta la stratosfera solo nella seconda metà dell’inverno, tali irruzioni di aria fredda saranno più probabili appunto in gennaio-febbraio.
Mario Giuliacci 10.12.2012 __________________

gibo
18-12-2011, 10:56
Sempre molto chiaro e diretto nell'esporre le sue idee. Vedremo se avrà anche ragione.

peppuz
18-12-2011, 14:10
Ragazzi direi che questo è il massimo a cui possiamo puntare!